Ho dato un nome a ciò che ho vissuto e a quello che ho solo immaginato di noi.
Alla magia dei nostri sguardi, ai baci senza fiato e alla poesia nel prendersi le mani.
Ho dato un nome al frastuono dei nostri silenzi e alla tempesta di emozioni di un tempo senza tempo, alle risate, ai sogni e alla voglia di ascoltare parole che sbocciavano spontanee dal mondo dentro di noi.
Ho dato un nome alla caparbietà delle incomprensioni che alimentavano il tormento di un insaziabile desiderio di noi.
E poi, poi ho dato un nome alle notti insonni passate ad aspettarti, ai vuoti profondi e alle interminabili assenze.
Alle lacrime.
Ho dato un nome…
lo, io
l’ho chiamato amore.
Rita Armezzani
